DISPOSITIVI TESSILI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE E ABITI DA LAVORO

Per Dispositivo di Protezione Individuale (DPI) si intende quindi qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi presenti nell’attività lavorativa, suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo.

L’uso dei DPI si rende necessario solo dopo aver valutato ed attuato tutte le possibili forme di protezione collettiva. Per prima cosa è necessario considerare se sia possibile eliminare il rischio o contenerlo mediante misure tecniche di prevenzione oppure realizzare una separazione ambientale che eviti l’esposizione del lavoratore. Se si verifica la permanenza di un rischio allora si ricorre alla protezione individuale.

Con queste funzioni i Dispositivi di Protezione Individuale ricoprono un ruolo sostanziale nella prevenzione degli infortuni (spesso conseguenza di una serie di condizioni e atti pericolosi e, per la maggior parte delle volte, prevedibili) e delle malattie professionali (processi morbosi non occasionali contratti a causa di rischi, presenti nell’ambito lavorativo ripetuti e diluiti nel tempo). I DPI sono necessari per evitare o ridurre i danni conseguenti ad eventi accidentali e per tutelare l’operatore dall’azione nociva di agenti dannosi presenti nell’attività lavorativa, e rappresentano l’ultimo baluardo protettivo rispetto al rischio residuale.

CLASSIFICAZIONE DEI DPI IN BASE ALLE PARTI DEL CORPO CHE DEVONO PROTEGGERE

Per Dispositivo di Protezione Individuale (DPI) si intende quindi qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi presenti nell’attività lavorativa, suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo.

L’uso dei DPI si rende necessario solo dopo aver valutato ed attuato tutte le possibili forme di protezione collettiva. Per prima cosa è necessario considerare se sia possibile eliminare il rischio o contenerlo mediante misure tecniche di prevenzione oppure realizzare una separazione ambientale che eviti l’esposizione del lavoratore. Se si verifica la permanenza di un rischio allora si ricorre alla protezione individuale.

Con queste funzioni i Dispositivi di Protezione Individuale ricoprono un ruolo sostanziale nella prevenzione degli infortuni (spesso conseguenza di una serie di condizioni e atti pericolosi e, per la maggior parte delle volte, prevedibili) e delle malattie professionali (processi morbosi non occasionali contratti a causa di rischi, presenti nell’ambito lavorativo ripetuti e diluiti nel tempo). I DPI sono necessari per evitare o ridurre i danni conseguenti ad eventi accidentali e per tutelare l’operatore dall’azione nociva di agenti dannosi presenti nell’attività lavorativa, e rappresentano l’ultimo baluardo protettivo rispetto al rischio residuale.

LE TRE CATEGORIE DI DPI

La prima categoria protegge dai rischi di danni fisici di lieve entità di cui la persona che usa i dpi abbia la possibilità di percepire il progressivo verificarsi degli effetti lesivi. Comprende: Azioni lesive di lieve entità prodotte da strumenti metallici. Azioni, lesive di lieve entità causate da prodotti detergenti. Contatto o urti con oggetti caldi che non espongano ad una temperatura superiore ai 50°C. Ordinari fenomeni atmosferici nel corso di attività professionali. Urti lievi e vibrazioni inidonei a raggiungere gli organi vitali ed a provocare lesioni di carattere permanente.



La seconda categoria protegge da tutti i rischi non coperti dalle altre categorie e viene identificata con il simbolo CE (certificazione rilasciata da organismo certificato)
La Terza categoria protegge dai rischi di morte o di lesioni gravi e di carattere permanente di cui la persona che usa i DPI non abbia la possibilità di percepire tempestivamente la verificazione istantanea degli effetti lesivi.
Devono proteggere dall’inquinamento dell’atmosfera respirabile o deficienza di ossigeno della stessa. Dalle aggressioni chimiche e radiazioni ionizzanti, la temperatura d’aria non inferiore a 100°C o non superiore a -50°C. Cadute dall’alto e tensioni elettriche pericolose. Il simbolo distintivo è CE + n°. di riconoscimento dell’organismo notificato certificante (attestato di certificazione)
Fonte: elaborazioni Hermes Lab sulla base della legislazione di riferimento e F. Ferroni, I dispositivi
di protezione individuale, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, 2002